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Dieci minuti di autoriflessione per meditare su se stessi

di Antonello Viola
3 febbraio 2017

Quante volte ci capita di sederci o sdraiarci e restare in una condizione di completa tranquillità e quiete, e di ponderare o riflettere su come ci sentiamo, come ci sia andata la giornata e di che cosa abbiamo bisogno? Questo esercizio, molto utile per la propria crescita personale, richiede la capacità di ritagliarsi quotidianamente uno spazio di autoriflessione e introspezione personale: alcune tecniche meditative e/o di rilassamento psico-corporeo (come il training autogeno ad esempio) possono certamente facilitare questo compito, in quanto riescono a creare le condizioni ideali per la definizione di uno spazio meditativo intrapsichico. 

A seguire faccio un elenco di quesiti che potrebbero aiutare questo genere di meditazione, e che tutti potremmo porci nell’ambito di un esercizio meditativo quotidiano al termine di una giornata, o semplicemente di notte, prima di dormire: anche soli dieci minuti possono essere sufficienti, dieci minuti impiegati costruttivamente su di se, senza inutili distrazioni, lontani da cellulari, radio, o tv, dieci minuti lontani dalle preoccupazioni del lavoro o dei vari compiti quotidiani. Dieci minuti impiegati a riflettere ininterrottamente sulla propria giornata ed il proprio livello esistenziale, semplicemente sdraiati nel proprio letto, o sdraiati in poltrona, o seduti nella propria scrivania con una luce fioca, o semplicemente seduti in giardino con lo sguardo rivolto al cielo notturno. Dieci minuti dedicati a se stessi e per se stessi.

1. Come mi sento e cosa sento al riguardo della giornata appena trascorsa?

2. Che cosa ho imparato, al riguardo di me stesso o di qualcos’altro?

3. Di che cosa ho veramente bisogno oggi?

4. Sono riuscito a trovarlo?

5. Dove sento tensione nel mio corpo?

6. Qual è stata la mia emozione predominante oggi?

7. Che cosa sembra essere alla base di questa emozione?

8. Sono stato generoso con me stesso oggi?

9. Se non lo sono stato, posso farmi dono di un po’ di compassione adesso?

10. Che cosa mi ha portato gioia, anche se si è trattato di un semplice istante, o di un granello, di una briciola di gioia?


Ovviamente, a questo elenco di domande se ne potrebbero aggiungere delle altre, o semplicemente potreste mettere a punto il vostro elenco personale, cinque o dieci domande che ritenete possano essere importanti da considerare al termine di una giornata: l’obiettivo di questo esercizio autoriflessivo è quello di creare una connessione tra il nostro Ego e una parte più profonda della nostra individualità, cioè una parte immanente, che a volte viene ignorata, o addirittura totalmente disconosciuta o elusa, il nostro Io immanente.

“I ritmi frenetici che caratterizzano l’organizzazione del tessuto socio-culturale delle società occidentali più evolute, con le loro incessanti sfide, le loro pressioni, le loro routine quotidiane, hanno tendenzialmente determinato un allontanamento progressivo dalla dimensione dell’autoriflessione, dell’introspezione, del profondo contatto e del dialogo con se stessi. L’essere umano contemporaneo si è progressivamente e inconsapevolmente allontanato da questa importante dimensione, spesso alienandosi dalla ricerca e dal contatto con il suo Sé profondo, eludendo pertanto il suo Io Immanente”

(Antonello Viola: Psicoterapia Bionomico-Autogena e Io Immanente - Una via verso l'armonia e l'individuazione del Sé, 2012. Amazon.com).